La storia

L’Istituto Comprensivo di Monte Roberto, Castelbellino e San Paolo di Jesi

 Scuola Secondaria I Grado   "G. Pascoli"

Il CONTESTO TERRITORIALE
I Comuni, che costituiscono il bacino di utenza dell’Istituto, sviluppano il loro territorio nella Vallesina. I centri storici di Castelbellino e di Monte Roberto sorgono in collina e registrano bassa densità demografica, poichè negli ultimi decenni sono venuti progressivamente spopolandosi, mentre le frazioni di Castelbellino Stazione e Pianello Vallesina, poste nella valle dell’Esino, si caratterizzano per un considerevole e continuo sviluppo edilizio e demografico. San Paolo, più all’interno rispetto all’asse fluviale, si presenta come centro essenzialmente agricolo, ma attento alle esigenze culturali dei suoi abitanti; la popolazione è regolarmente distribuita tra il centro e le campagne circostanti, ma anch’esso si avvia ad una trasformazione, analoga a quella degli altri due comuni, per effetto del processo di industrializzazione che sta interessando le aree a valle.

– Realtà socio-economica.
Le frazioni si caratterizzano per un crescente sviluppo edilizio e demografico, favorito dalla facilità delle comunicazioni offerta dal sistema viario (ferrovia e strada Statale, Superstrada) e dalle possibilità occupazionali, cresciute negli anni, nelle zone industriali o nelle piccole aziende artigianali nel frattempo impiantate nella valle. L’incremento demografico è dovuto anche all’immigrazione:
iniziata alla fine degli anni Settanta e protrattasi, successivamente, per le famiglie provenienti dalle regioni del meridione d’Italia ( Sicilia soprattutto);
manifestatasi in anni più recenti, per i nuclei familiari originari di Paesi extraeuropei, (Marocco, Cina,Tunisia ecc.);
affermatasi negli ultimi dieci anni per l’immigrazione dalla vicina città di Jesi: nella zona è possibile trovare nuove abitazioni a miglior prezzo in confronto alla stessa città, con il beneficio ulteriore di un ambiente più sano e meno caotico;
favorita dalla riqualificazione edilizia e abitativa delle zone di campagna, dove famiglie, anche di stranieri (inglesi e tedeschi), acquistano vecchi casolari ristrutturandoli a fini abitativi.
Nei centri urbani, in virtù dell’opera di recupero delle strutture abitative, condotta da privati e, per quanto di loro competenza, dalle Amministrazioni Comunali, il fenomeno dello spopolamento sembra in questi ultimi anni arrestarsi a favore di un lento, seppure ancora limitato, rientro. In tutto il territorio è diffusa una economia mista: all’attività agricola, condotta da persone per lo più anziane o da strutture aziendali, si affiancano l’artigianato e la piccola e media industria. Negli ultimi anni, si è registrato un incremento dell’artigianato e dell’industria nei settori dell’abbigliamento, della meccanica, dell’elettronica avanzata e dell’alimentare, con produzioni che si sono imposte sul mercato nazionale ed internazionale. Nel settore agricolo mantiene un ruolo primario la viniviticoltura, anche con prodotti selezionati e di qualità e, per San Paolo di Jesi, anche l’olivicoltura.
La favorevole situazione occupazionale in loco, tuttavia, non limita il fenomeno del pendolarismo, soprattutto per gli occupati nel settore terziario. La disoccupazione interessa i giovani in cerca di prima occupazione, che spesso non sono in possesso delle specializzazioni richieste dalle aziende. In generale in tutto il territorio della Vallesina si evidenzia un certo stato di benessere materiale, e più che buone condizioni economiche tali da consentire un tenore di vita confortevole. Sono tuttavia in aumento casi di disagio dovuti a difficoltà di integrazione.

– Realtà socio-culturale.
Nei centri storici, Castelbellino, Monte Roberto, S. Paolo di Jesi, l’identità sociale e culturale si presenta ancora come valore aggregante tra la popolazione adulta, assai meno tra i giovani. Nelle frazioni, Pianello e Castelbellino Stazione, diventate ormai centri di forte concentrazione abitativa, l’identità sociale e culturale è debole e soltanto attraverso la scuola, le associazioni sportive, le attività della parrocchia o, in maniera più occasionale, i luoghi di ritrovo, come i bar o i centri per giovani o anziani, si assiste a forme di aggregazione che portano ad aprirsi verso gli altri. Il livello culturale medio, misurato con il grado di scolarizzazione, viene gradualmente elevandosi con il trascorrere degli anni: la grande maggioranza dei genitori possiede la licenza media o il diploma di scuola superiore; passando dai genitori degli alunni della scuola media a quelli della scuola dell’infanzia, si registra un grado di istruzione scolastica via via sempre più elevato. Questo fatto si ripercuote sullo stile di vita e sui valori educativi proposti dalle famiglie. Da un modello culturale legato al mondo rurale chiuso nelle sue tradizioni, si vanno abbracciando stili di vita propri di una società ormai sempre più globalizzata e legata a modelli di vita proposti dai mass media. Tuttavia la presenza di un numero sempre maggiore di immigrati, verso i quali permangono atavici pregiudizi, comporta qualche problema a livello di integrazione culturale e sociale. Nelle tre comunità locali si evidenziano comportamenti ed atteggiamenti comuni: uso abbastanza generalizzato del dialetto locale; modesta diffusione di quotidiani nelle famiglie, ove sono più diffuse le riviste e le enciclopedie multimediali; fruizione del mezzo televisivo per un rilevante numero di ore da giovani ed adulti; uso del computer tra i giovani, in particolare, soprattutto come mezzo ludico. In tale contesto, compito della scuola è quello di promuovere, rapportandosi anche alle altre agenzie formative (le amministrazioni pubbliche, le Pro Loco, le biblioteche pubbliche e le parrocchie), una cultura volta a creare competenze con un percorso integrato per permettere all’allievo, tramite il sapere, di sperimentare abilità sociali ed operative. Il fine è quello di rendere gli studenti consapevoli del patrimonio storico, artistico, ambientale del territorio. L’offerta formativa deve essere articolata e flessibile, di qualità, ma allo stesso tempo fruibile dalla maggior parte degli studenti.